Il lavoro a tempo parziale dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 81/2015

La disciplina del rapporto di lavoro a tempo parziale è attualmente contenuta nel D.Lgs. n. 81/2015.

Nel rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, l’assunzione può avvenire a tempo pieno o a tempo parziale. Il contratto a tempo parziale è quel contratto in cui l’orario di lavoro, fissato dall’accordo, risulta comunque inferiore a normale di lavoro, di solito pari a 40 ore la settimana.

Il lavoratore a tempo parziale non deve ricevere un trattamento meno favorevole rispetto al lavoratore a tempo pieno di pari inquadramento e avrà gli stessi diritti di un lavoratore a tempo pieno comparabile.

Il suo trattamento economico e normativo, invece, sarà riproporzionato in ragione della ridotta entità della prestazione lavorativa.

 

D: esiste qualche formalità da rispettare nella stipula di un contratto part time?

R: il contratto di lavoro a tempo parziale è stipulato in forma scritta ai fini della prova e deve contenere indicazione:

1) della durata della prestazione lavorativa;

2) della collocazione temporale dell’orario, con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno.

Quando l’organizzazione del lavoro è articolata in turni, questa indicazione può avvenire anche mediante rinvio a turni programmati.

 

D: è possibile svolgere delle prestazioni oltre l’orario stabilito nel contratto individuale?

R: nel rispetto di quanto previsto dai contratti collettivi, il datore di lavoro ha la facoltà di richiedere, entro i limiti dell’orario normale di lavoro, lo svolgimento di prestazioni supplementari.

Se, invece, il contratto collettivo non disciplina il lavoro supplementare, è necessario il consenso del lavoratore interessato e in questo caso, il datore di lavoro può richiedere al lavoratore lo svolgimento di prestazioni di lavoro supplementare in misura non superiore al 25% delle ore di lavoro settimanali concordate.

Il lavoro supplementare è retribuito con una percentuale di maggiorazione sull’importo della retribuzione oraria globale di fatto pari al 15% o pari alla diversa percentuale stabilita dal contratto collettivo.

 

D: il lavoratore part time, può svolgere lavoro straordinario?

R: sì, nel rapporto di lavoro a tempo parziale è consentito lo svolgimento di prestazioni di lavoro straordinario.

 

D: cosa sono le clausole elastiche?

R: le parti del contratto di lavoro a tempo parziale possono pattuire per iscritto clausole elastiche, relative alla variazione della collocazione temporale della prestazione lavorativa ovvero relative alla variazione in aumento della sua durata, nel rispetto di quanto previsto dal contratto collettivo.

In questo caso il datore di lavoro potrà variare in aumento la durata della prestazione lavorativa e/o modificarne la collocazione temporale, nel rispetto di un preavviso solitamente pari ad almeno 2 giorni lavorativi.

Nel caso in cui il contratto collettivo applicato al rapporto non contenga una specifica disciplina delle clausole elastiche queste possono essere pattuite per iscritto dalle parti avanti alle commissioni di certificazione.

 

D: i lavoratori part time maturano il diritto di precedenza?

R: per quanto riguarda le nuove assunzioni a tempo pieno, il lavoratore il cui rapporto sia trasformato da tempo pieno in tempo parziale, ha diritto di precedenza nelle assunzioni con contratto a tempo pieno per l’espletamento delle stesse mansioni o di mansioni di pari livello e categoria legale rispetto a quelle oggetto del rapporto di lavoro a tempo parziale.

La mancata concessione della trasformazione del rapporto da part time a tempo pieno che risulti giuridicamente dovuta in base al contratto collettivo, costituisce inadempimento contrattuale.

 

D: è possibile richiedere la trasformazione del rapporto di lavoro da full time al part time al posto del godimento del congedo parentale?

R: il lavoratore può chiedere, per una sola volta, al posto del congedo parentale o entro i limiti del congedo ancora spettante, la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, con una riduzione di orario non superiore al 50%; il datore di lavoro è tenuto a dar corso alla trasformazione entro 15 giorni dalla richiesta.

 

D: cosa succede nel caso in cui il lavoratore si rifiuti di trasformare il proprio contratto? È possibile licenziarlo?

R: è stato precisato che non costituisce giustificato motivo di licenziamento il rifiuto da parte del lavoratore:

1) di trasformare il proprio rapporto a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, o viceversa;

2) di concordare variazioni dell’orario di lavoro.

 

D: come si computano i lavoratori part time?

R: ai fini della applicazione di qualsiasi disciplina di fonte legale o contrattuale, i lavoratori a tempo parziale sono computati in proporzione all’orario svolto, rapportato al tempo pieno con gli arrotondamenti previsto dal D.Lgs. n. 81/2015.

 

Articolo redatto da Sandra Paserio e Giulia Vignati – Consulenti del Lavoro – Studio Paserio – www.studiopaserio.eu

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